Travel rural Japan to Takayama and Shirakawa-go, Japan
Diario di Viaggio

Tra le montagne giapponesi: Takayama e Shirakawa-go

Oggi ci incamminiamo tra le montagne, per scoprire in particolare due piccoli gioielli delle Alpi Giapponesi: Takayama e Shirakawa go.

Hida-Takayama

Probabilmente una delle mete più suggestive per gli appassionati nippofili, Takayama si rivela da subito all’altezza delle aspettative. Adagiata nella regione di Hida della montuosa prefettura di Gifu, il fascino di questa cittadina si rivela nell’atmosfera antica e tradizionale che si percepisce soprattutto nella “città vecchia”. Questa particolare area è stata preservata con cura, e regala al visitatore l’immagine suggestiva di diverse strade che sembrano condurre ad un’altra epoca, su cui si affacciano edifici che risalgono al periodo Edo (1600-1868), era in cui la città si collocava tra le realtà più ricche di tutto il Giappone. Questo piccolo quartiere merita in effetti la visita alla cittadina, e all’interno di questi vicoli senza tempo potrete anche godere di ottime delizie culinarie mentre si cammina alla ricerca di souvenir.

Proprio il cibo è un’altra ragione per visitare Takayama, con la buonissima carne di Hida: si tratta di un prodotto molto simile alla più popolare carne di Kobe, ma che non ha mai goduto della stessa fortuna al di fuori del Giappone, e non ha pertanto gli stessi costi proibitivi della più sponsorizzata rivale.

Infine, una delle ragioni più valide in assoluto per inserire Takayama nel proprio itinerario è il Takayama Matsuri, particolare festival religioso che si tiene in primavera e in autunno (il prossimo è previsto tra il 9 e il 10 di ottobre), e che viene considerato tra i più interessanti eventi dell’intero Giappone.

Shirakawa-go

Non distante da Takayama, giace la valle del fiume Shogawa, dove si nasconde l’incredibile villaggio di Shirakawa-go, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1995, famossissimo in tutto il mondo per le particolari costruzioni tradizionali di stile gassho-zukuri, e ad oggi probabilmente una delle immagini più evocative di un Giappone antico – e forse perduto.

Gassho-zukuri significa letteralmente “costruito come le mani in preghiera”, e se in effetti ci si sofferma a guardare i tetti di queste case – dalla particolare forma a triangolo – si può scorgere la somiglianza con le mani dei monaci buddhisti unite durante le recitazioni. Esiste naturalmente una ragione pratica in questa modalità di costruzione, vale a dire la necessità di resistere al particolare clima della regione: la neve è infatti molto abbondante nel (lungo) periodo invernale,  e la forma marcatamente spiovente garantisce un più rapido scivolamento della neve. Inoltre, lo spazio così ricavato nel sottotetto permetteva di allevare i bachi da seta, e di garantire quindi un’ulteriore entrata all’economia della famiglia.

Sono arrivata in queste montagne molto scettica per via dell’enorme richiamo turistico che questi villaggi ora hanno, e confesso che non avrei mai creduto di potermi innamorare così rapidamente di entrambi i luoghi, ma camminare tra le risaie onnipresenti e i fitti boschi del territorio, sotto il chiaro cielo alpino mi ha davvero  trasportato in un altro tempo, in un altro spazio, e ha quasi restituito un suono diverso allo scorrere della vita.

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