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Questo è il secondo romanzo che leggo di Oyamada. Il primo era “La fabbrica”, e qui in qualche misura trovo similitudini eppure enormi differenze.

Ci incamminiamo in una dimensione periferica, rurale, dove una donna segue il marito nel suo nuovo lavoro e si trova risucchiata in una realtà ai confini con l’altra dimensione (quella degli spiriti e forse dei morti), scoprendo segreti di famiglia e cercando un nuovo modo di guardarsi e stare al mondo.

Tutto nel video!

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